Oggi mi scappa di parlarvi di gaslighting.

Le più brave e informate sapranno già di cosa si tratta, altre per evitare brutte figure faranno finta di niente nella speranza che mi decida a spiegarlo, le restanti penseranno, come ho fatto io, all’ennesima ‘supercazzola’ di derivazione anglosassone pensata apposta per farci saltare i nervi.

In effetti il significato non è così scontato, ci troviamo nel campo delle relazioni tossiche.

Ci siamo passate più o meno tutte. Ciascuna di noi, almeno una volta nella vita, almeno una volta nel corso della sua carriera sentimentale è incappata nel classico fetente; avrei ben altri aggettivi che non vi elenco solo per quel briciolo di decenza che ancora mi resta, ma ci siamo capite.

Quello che conta è che siamo sopravvissute e adesso riusciamo perfino a riderci su, più solide e più forti di prima.

Ho scelto deliberatamente di introdurre il tema cercando di strapparvi un sorriso.

La realtà è che incappare nel gaslighting è una cosa molto seria, talmente seria che vale la pena approfondire la questione, tenere gli occhi aperti e la guardia alta finché siamo in tempo.

Con gaslighting si intende una  forma estremamente subdola e sottile di manipolazione psicologica che avviene all’interno di una relazione a due, spesso senza che vi sia alcun ricorso alla violenza fisica.

Non riguarda solo le relazioni di coppia, può manifestarsi all’interno di una relazione parentale ( madre figlio/a, padre figlio/a ecc.) o sul posto di lavoro.

E’ più frequente che ne siano oggetto le donne, in particolare le giovani donne, ma va detto che non necessariamente il manipolatore è sempre di sesso maschile e non necessariamente il manipolato di sesso femminile.

Quello che non cambia però è il meccanismo.

Una volta che avrete imparato a riconoscerlo sarete sulla buona strada per tenervene alla larga.

Intanto iniziamo col dire che il gaslighting è una relazione tossica.

Da un lato abbiamo il manipolatore (o gaslighter) che vive nel bisogno di vedere continuamente confermata la sua autorità. Il gaslighter è fondamentalmente un narcisista.

Pur alterando lui stesso la realtà, attività in cui peraltro è bravissimo, pretenderà di avere sempre ragione fino a negare l’evidenza, e lo farà mettendo in discussione le vostre ragioni, le vostre decisioni, le vostre scelte, il vostro modo di fare, di agire, di essere.

La preda ideale del gaslighter ha un estremo bisogno di sentirsi compresa e apprezzata, tende a idealizzare l’oggetto del suo amore o della sua ammirazione al punto da attribuirgli qualità che in realtà non possiede, fino a perdere il senso della realtà e rinunciare alla propria autonomia nel tentativo di guadagnarsi quell’approvazione e quell’amore che il gaslighter non le darà mai.

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Tutti subiamo delle critiche, ma come distinguere una critica buona a da una critica cattiva?

Le critiche possono sempre avere un qualche fondamento, il problema è che quando provengono da un gaslighter non hanno il fine di aiutarci a migliorare ma sono distruttive e mirate solo a demolire la nostra autostima.

GLI INDIZI

  • Fai continuamente autocritica?
  • Ti chiedi spesso se forse non sei tu ad essere troppo sensibile, a prendertela troppo?
  • Quando fai un acquisto, o di fronte ad una scelta, ti capita spesso di farti condizionare
    dall’opinione che il tuo partner potrebbe avere, invece che dalla tua personale gratificazione e soddisfazione?
  • La paura di sbagliare blocca le tue scelte, anche le più semplici?
  • Prima che il tuo compagno rientri a casa, ripassi mentalmente le cose sulle quali potrebbe avere da ridire?
  • Ti senti infelice, confusa, malinconica, ma eviti di toccare l’argomento con amici e parenti perché ti vergogni?
  • Ripensando a com’eri prima, pensi di non essere più la stessa persona, di aver perso la vivacità, l’allegria e la sicurezza di un tempo?
  • Non ti fidi più delle tue sensazioni e delle tue percezioni della realtà?
  • Ti senti sbagliata? Non fai che chiedere scusa?

Se hai risposto sì troppe volte è possibile che ‘qualcuno’ stia lavorando al tuo annientamento emotivo.

Purtroppo spesso ci si affeziona all’idea che ci si è fatti all’inizio di una persona, e per questo diventa ancora più difficile accettare la realtà quando le cose cominciano a cambiare, specialmente perché il manipolatore non di rado ha un comportamento impeccabile, ammaliatore e non è escluso che in alcuni casi arrivi anche proclamarsi candidamente ‘vostro strenuo difensore’.

Ma attenzione, il meccanismo funziona solo se crediamo a quello che il manipolatore ci dice e se contemporaneamente sentiamo il bisogno di sentirci approvati da lui. Se una di queste due condizioni viene a mancare il gaslighter non avrà più di cosa nutrire il suo ego.

Il gaslighting è un abuso, ricordatevelo.

Se una relazione vi fa star male si tratta di una relazione tossica.

Rendersene conto in tempo vi permetterà di preservare la vostra serenità e il vostro equilibrio psichico.

Non lasciatevi condizionare dalla vergogna, gli amici più cari e l’intuito possono aiutarvi ad ascoltare di più le vostre sensazioni.

“NON MERITO DI ESSERE TRATTATA COSI’”
ripetetevelo tutte le volte in cui vi sentite attaccate ingiustamente.

E subito dopo, scappate a gambe levate, fatelo il prima possibile e senza ripensamenti.

Talvolta però troncare una relazione non basta. Va detto che chi è emotivamente più predisposto di altri a subire questo tipo di manipolazione, è suscettibile alla possibilità di essere nuovamente vittimizzato, per questo è consigliabile iniziare un adeguato percorso terapeutico.

Un bravo specialista non si limiterà solo a ‘curare le ferite’, ma saprà, addentrarsi nel trauma originario, accompagnare la vittima nella ricerca di quelle fenditure che hanno consentito al suo aguzzino di aprirsi un varco, e aiutarla a chiuderle per sempre.

 

“Nessuno è libero se non è padrone di se stesso”
[Epitteto*]

 

* Forse vi interesserà sapere che il nostro Epitteto nacque attorno al 50-60 d.C. Molto probabilmente fu schiavo dalla nascita a servizio del liberto Epafrodito. Nel 68 viene liberato e incomincia a professare la sua dottrina a Roma ed ha un certo seguito. La sua scuola è aperta anche alle donne, come nel caso degli epicurei e, d’altra parte, non si trova traccia di disuguaglianza tra i sessi nei discorsi di Epitteto. Epitteto ci piace!