Appartengo alla categoria di quelli che la filosofia l’hanno incontrata, ci hanno sbattuto i denti, l’hanno detestata per poi finalmente capirla, apprezzarla e amarla.

Contorsioni e avvitamenti mentali per capire dove diavolo volessero andare a parare i vari Platone, Aristotele, Democrito, Cartesio, Spinoza, Hobbes, Kant, Freud, Hegel ecc. ecc., neuroni in ebollizione e sinapsi in corto circuito per imparare a ragionare, indurre, dedurre, astrarre, opinare e confutare tutto e il contrario di tutto.

Ma c’è una cosa che non riesco proprio a mandare giù; il fatto che, perlomeno nel mio testo di filosofia e temo che oggi le cose non siano cambiate di molto, i filosofi considerati degni di nota, e quindi degni di essere studiati, fossero tutti uomini.

A rendere ancora più orticante il tutto, la scoperta che per buona parte di essi, le donne rappresentassero, nel migliore dei casi, un accessorio pressoché inutile, qualche volta un male necessario, più spesso e volentieri un pericolo da arginare.

Con questo non voglio incoraggiare un’opera sistematica di demolizione della storia del pensiero occidentale, non vi chiederò nemmeno di invocare vendetta organizzando falò di quartiere a base di testi filosofici, o di terrorizzare il vostro ex insegnante di filosofia con telefonate anonime nel cuore della notte.

Di sicuro dopo quello che leggerete fra poco, non guarderete più il vostro buon vecchio libro di filosofia con gli stessi occhi. E’ probabile anzi, che nel desiderio di assecondare un ardente desiderio di rivalsa, proviate, come è successo a me, un sottile piacere nell’immaginare Jean Jacques Rousseau, e tutti i suoi compagni, letteralmente divorati vivi dalle colonie di acari che bivaccano indisturbati ormai da anni sulle mensole della vostra libreria; ma sono solo le fantasie horror di una diligente, quanto ignara ex studentessa.

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Ecco una selezione delle innumerevoli ‘perle di saggezza’ partorite dalla mente di alcuni dei più illustri pensatori di tutti i tempi, sulla natura delle donne e su quello che dovrebbe essere il loro ruolo nella società.

 

ARISTOTELE

La donna è un maschio mancato o menomato, la sua sottomissione all’uomo è perfettamente naturale in virtù della capacità di discernimento che abbonda in quest’ultimo, a differenza di quanto accade per ella.
La libertà concessa alle donne è dannosa sia alla comunità che allo Stato, perché dove questo è accaduto, esse hanno vissuto senza freni abbandonandosi a lussuria e dissolutezze.

 

SAN PAOLO
– ideologo della Chiesa delle origini –

La donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non sia permesso ad alcuna donna di insegnare o dominare sull’uomo, che stia in silenzio […] Così come la Chiesa è sottomessa a Cristo così anche le mogli ai mariti in tutto.

 

ODDONE DA CLUNY
– monaco teologo dichiarato poi santo-

Se gli uomini vedessero cosa si nasconde sotto la pelle e l’apparente bellezza delle donne , resterebbero disgustati dalla vista delle donne. Se noi soffriamo solo nel toccare con la punta delle dita il vomito e lo sterco, in quale modo possiamo mai pensare di abbracciare questo sacco di sterco?

 

SAN TOMMASO D’AQUINO

La donna non è stata data all’uomo come schiava, tuttavia, come gli schiavi, non può ricevere il sacramento dell’ordine sacerdotale a motivo della sua posizione di sudditanza, che non le permette di esprimere alcuna eminenza di grado.

 

SCHOPENHAUER

Le donne sono adatte a curarci ed educarci dall’ infanzia, appunto perché esse stesse sono puerili, sciocche e miopi, in una parola tutto il tempo della loro vita rimangono grandi bambini: esse occupano una specie di gradino intermedio fra il bambino e l’uomo, che è il vero essere umano.

 

NIETZSCHE

Che cosa è più raro di una donna che sappia veramente cos’è la scienza?[…] Cosa importa della verità alla donna? La sua grande arte è la menzogna, la massima delle sue faccende sono l’apparenza e la bellezza.

 

NICCOLO’ MACHIAVELLI

La fortuna è donna ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla.

 

MICHEL DE MONTAIGNE
– filosofo, scrittore e politico francese –

La conoscenza è una spada pericolosa se tenuta in mano da persone deboli e che non sanno usarla. Pertanto non è opportuno chiedere troppa scienza alle donne. L’animo femminile è debole, influenzabile, quindi più facilmente esposto al raggiro. Una donna è già abbastanza istruita quando sa distinguere tra la camicia e la giubba di suo marito.

 

JOHN LOCKE
– considerato il padre del liberalismo classico –

Il marito e la moglie, sebbene non abbiano che un solo comune interesse, hanno tuttavia capacità intellettive differenti. Essendo però necessario che la decisione ultima spetti a qualcuno, è naturale che essa ricada sull’uomo in quanto più abile e più forte.

 

JEAN JACQUES ROUSSEAU

Tutta l’educazione delle femmine deve compiersi in relazione agli uomini. Piacere loro, essergli utili, farsi amare, crescerli da giovani, curarli da adulti, consolarli, consigliarli e rendere piacevole la loro vita. Ecco i doveri delle donne di ogni epoca e ciò che si deve insegnare loro fin dall’infanzia.

angry-womanLe bambine devono essere vigili e laboriose, ma ancora di più, devono imparare cosa sia la costrizione fin da subito, poiché essa è inseparabile dal loro sesso. La loro indole più irrazionale e ribelle deve essere domata fin dalla giovanissima età sostituendola con la capacità di autocontrollo e di docilità di cui le donne hanno bisogno perché esse non cesseranno mai di essere sottomesse a un uomo o ai giudizi degli uomini.

Una donna colta è il flagello di tutti. Il prezzo dell’elevazione del suo genio è quello di disdegnare tutti i suoi doveri di donna.

 

HEGEL

Le donne possono essere ben colte, ma non sono fatte per la filosofia e per certe produzioni dell’arte, che richiedono un universale. Le donne possono avere trovate fantasiose, gusto, leggiadria, ma non hanno l’ideale. Se le donne stanno al culmine del governo, lo stato è in pericolo, poiché esse non agiscono secondo le esigenze dell’universale, bensì secondo opinione e inclinazione accidentale.

 

MARCO EZECHIA LOMBROSO

L’evoluzione della specie ha lavorato perché la donna, in maniera fisiologica, venisse ridotta a umile schiava dell’uomo, menomata in forza e variabilità. Del resto, anche nella nostra razza evoluta l’essere femminile appare uguale o superiore all’uomo ( fisicamente e spesso per ingegno) soltanto prima della pubertà, ma poi man mano gli resta indietro, lasciando nella stessa momentanea prevalenza una prova di quella precocità che è comune alle razze inferiori.

 

OVIDIO
– antico poeta – 

Nel dare consigli agli uomini: la donna pur combattendo vuole essere vinta, che anche quando potresti credere che ella non voglia, poi cede. La violenza è gradita alle fanciulle poiché ciò che a loro piace spesso vogliono farlo contro la loro volontà.

 


Il 35% della popolazione mondiale femminile ha subito violenze fisiche e/o sessuali da parte del partner o di estranei.

(Fonte 2016: Nazioni Unite)

Le donne nel mondo sono ancora oggetto di discriminazione diretta e indiretta a causa di leggi, politiche, stereotipi e pratiche sociali. Nessun Paese al mondo ha raggiunto la parità di genere, i 5 Paesi più evoluti in questo senso, Islanda Norvegia, Finlandia Svezia sono arrivati a colmare l’80% del divario.

( Fonte 2015: World Economic Forum – Global Gender Gap Report 2015)

 

Il pregiudizio contro le donne ha origini lontanissime, esso ha influenzato in modo determinante il pensiero di filosofi, scienziati, letterati, riflettendosi sull’etica, la morale, la religione, permeando di sé, di generazione in generazione, la famiglia, l’assetto sociale, lo Stato.

Conoscere le radici del pregiudizio contro le donne è il primo passo per cambiare le cose.

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