I capelli delle donne e in particolare il loro colore è un affare molto serio.

Con questo non voglio dire che per gli uomini la faccenda sia meno seria, ma per loro statisticamente è la calvizie a rappresentare la maggiore fonte di preoccupazione.
Non dico nulla di nuovo, inoltre, se affermo che l’uomo brizzolato ha sempre esercitato un certo fascino ed è sempre stato sinonimo di autorevolezza, esperienza, maturità.

Clooney

Il fascino ‘sale e pepe’ di George Clooney in questo splendido scatto di Claudio Onorati (European Press Photo Agency)

Mi vengono in mente tre esempi illustri, che le amanti del cinema sicuramente apprezzeranno: Sean Connery, George Clooney, Richard Gere, prove viventi che l’incanutimento maschile giocherebbe decisamente a favore di charme e sex-appeal.

Ben diversi gli stereotipi e gli ostacoli psicologici che si parano davanti alle donne che decidono di fare la stessa scelta.

Molte si trovano a dover affrontare  la disapprovazione di figli e parenti, lo scetticismo di amici e colleghi di lavoro, lo sguardo perplesso del loro parrucchiere. Per non parlare poi dei luoghi comuni tipici di una società dedita, oggi più che mai, al culto dell’eterna giovinezza.

 

UN PO’ DI NUMERI

Il 50% delle donne interpellate sul tema si dichiara nettamente contraria ai capelli grigi.

L’altro 50% si dichiara invece strenuamente favorevole, adducendo oltre a motivazioni di carattere psicologico, considerazioni legate alla salute. Sono noti infatti gli effetti allergizzanti e non proprio salutari della para-fenilendiammina, un composto organico presente in quasi ogni tintura per capelli, anche in quelle che si spacciano per ”naturali’.

Per l’88% delle donne i capelli hanno un effetto determinante sulla loro autostima.

Si stima che il volume d’affari del settore legato all’estetica dei capelli superi gli 83 miliardi di dollari.

Il 32% delle donne al di sotto dei 30 anni comincia ad avere i capelli bianchi.

IO E MIA MADRE

Ma, nonostante la moda abbia ormai sdoganato le chiome argentee, e forse solo provvisoriamente come in tutte le mode, a differenza che per gli uomini, per le donne lasciare che la natura faccia il suo corso spesso rappresenta ancora un tabù.

Io stessa non ho la presunzione di esserne stata immune.

Tuttavia c’è stato un momento in cui ho cominciato a vedere le cose con occhi diversi, e lo devo a mia madre.

Accadde quando, anni fa, mi comunicò la decisione di non tingersi più i capelli. Ebbi un moto di vera e puerile ribellione.

«E’ uno scherzo vero? Levatelo dalla testa. Sembrerai una vecchietta! Non te lo permetto.»

Non so cosa mi avesse preso, mi sembrava insensato. Perché mortificare la sua bellezza? Rinunciare alla sua femminilità? Tutte le altre donne della sua età sarebbero sembrate più giovani e più curate. Perché quella decisione masochistica di imbruttirsi?

Forse era la paura di accettare che il tempo stesse lasciando il segno anche su colei che amavo e che mi amava così tanto, forse era solo il desiderio di proteggerla dal giudizio altrui, non saprei, ma non riuscivo proprio a rassegnarmi.
Mi sorrise come era solita sorridere ai miei capricci di bambina e con quella risolutezza che conosco ormai da sempre mi rispose: « Ascolta, chi l’ha detto che sembrerò una vecchietta?  E in fin dei conti non sono neanche più una ragazzina. Sono stufa di essere schiava dei miei capelli. Voglio essere quella che sono. Qualcuno mi giudicherà un vecchietta? Bene, chi se ne frega! Peggio per loro!»

«Ma sembrerai sciatta!»

«Queste sono le sciocchezze che si leggono sui giornali per renderci tutte schiave di cliché senza senso. I miei capelli sono grigi e con questo? Perché dovrei vergognarmi di quella che sono? Non voglio più cospargermi i capelli di quelle poltiglie puzzolenti e pruriginose.»

Capii di aver perso miseramente la mia battaglia per l’eterna giovinezza di mia madre. I miei ridicoli stereotipi contro la pervicace difesa della sua identità; non potevo che perdere.

E AVEVO TORTO MARCIO

Me ne resi definitivamente conto quando la vidi col suo nuovo taglio sbarazzino e bianco. Raggiante e luminosa come mai l’avevo vista prima.

Il verde dei suoi occhi, che purtroppo non avevo ereditato, non era mai stato così vibrante. E quell’abito color glicine! Nessuno avrebbe potuto indossarlo meglio di lei.

Non l’avevo mai vista così bella, così ‘unica’.

Mi ero sbagliata clamorosamente e la cosa mi rendeva assolutamente felice.

Ero fiera di lei, di quella matta coraggiosa che mi aveva messa al mondo e che adesso con materna, gentile determinazione mi dava l’esempio più importante: il valore e la bellezza della diversità.

 

 

Questo non significa che tutte le donne dovrebbero abbandonare in massa le sedute dal parrucchiere, tutt’altro. L’importante è che sia sempre una scelta personale, individuale e libera da condizionamenti di qualsiasi tipo, dettata solo dall’amore per ciò che si è.

 

 

SarahHarris

 

«Iniziai ad avere i primi capelli bianchi all’età di 16 anni e mi rifiutai categoricamente di coprirli.
Oggi le ventenni mi fermano per strada per sapere che colorazione usi per i miei capelli. Non riescono a credere che sia naturale!»

Sarah Harris – Fashion Features Director dell’edizione inglese di “Vogue” –

 

 

 

 

Linda-Rodin

 

«Non mi sono mai curata del fatto che i miei capelli stessero diventando grigi, mi preoccupavo di ben altro, ma sicuramente avverto questa forte e orribile pressione sulle donne che le costringe a  sembrare sempre giovani.»

Linda Rodin –  redattrice di moda e ideatrice del fortunatissimo marchio olio lusso.

 

 

 

 

Cover Picture: brokeandchic.com