“Ho sempre creduto nel progresso e nel ruolo che in esso svolge la creatività . E’ il motivo per cui conservo un atteggiamento critico nei confronti di ogni tradizionalismo.”

Opere innovative e bellissime quelle di Zaha Hadid, architetto e designer irachena.

Nata a Baghdad, il 31 ottobre 1950 da una famiglia benestante – il padre era un ricco industriale e un importante uomo politico: dopo la laurea in matematica, studia architettura e si laurea con il massimo dei voti presso la Architectural Association School of Architecture di Londra.

Insegna nelle più importanti università del mondo e collabora a numerosissimi e importanti progetti.

La sua fama diverrà tale che nel 2010 il TIME la include nell’elenco delle 100 personalità più influenti al mondo.
Pietra miliare nella storia del design, restano scolpiti nella memoria i suoi edifici e le sue architetture di interni. Forme curve e dalla struttura possente e allungata, prospettive multiple e geometrie frammentate.
Tra gli innumerevoli progetti ricordiamo:

  • il Padiglione Music Video Gronigen
  • l’allestimento dell’esposizione “The Great Utopia” presso il Guggenheim Museum di New York
  • l’edificio per pompieri della Vitra Museum nel 1993 a Weil am Rheim, in Germania
  • il Lois & Richard Rosenthal Center for Contemporary Art, a Cincinnati in Ohio
  • l’Ordrupgaard Museum Extension di Copenhagen
  • il MAXXI di Roma, ( Museo delle arti del XXI secolo)
  • la stupenda Guangzhou Opera House e molti altri.

 

La sua vita è la storia di una sperimentazione senza confini, di una determinazione incrollabile e di una furiosa indifferenza ai vincoli pratici . Zaha Hadid rappresenta la ribellione a qualsiasi forma e soluzione di tipo convenzionale.

Prima donna ad aggiudicarsi nel 2004 il Premio Pritzker il prestigiosissimo riconoscimento per l’architettura istituito per onorare gli autori di opere che abbiano dato prova di enorme talento e reso un contributo significativo all’umanità.

“L’architettura ha il compito di interpretare e facilitare la vita di tutti i giorni. E’ molto diversa dall’arte contemplativa, intesa come espressione o provocazione”.
“Gli edifici devono aprirsi e abbracciarsi l’un l’altro, compenetrarsi e questo richiede grande apertura e complessità spaziale.”

Schietta e tagliente nei confronti dei detrattori, rispose ai commenti di chi aveva paragonato il design dello stadio di Al Wakrah in Qatar a una vagina, bollandoli, senza mezzi termini, come imbarazzanti, stupidi e ridicoli .

Al-Wakrah Stadium – Quatar –

“What are they saying? Everything with a hole in it is a vagina? That’s ridiculous. Honestly, if a guy had done this project…”

“Ma cosa stanno dicendo? Quasiasi cosa abbia un buco nel mezzo sarebbe una vagina? Questo è ridicolo. Se fosse stato un uomo a progettarlo… […nessuno si sarebbe permesso di dire simili sciocchezze]”

Zaha Hadid ci lascia a 65 anni a seguito di un’improvviso attacco cardiaco mentre era ricoverata a Miami, per una bronchite.
Diciamo addio a una fuoriclasse del design e dell’architettura moderna, che ha saputo stupire ed emozionare come pochi altri al mondo.

Dopo di lei il design, l’architettura e il concetto stesso di creatività non saranno mai più gli stessi.

 

“L’invenzione non conosce limiti”.
– Zaha Hadid –  [31 ottobre 1950 – 31 marzo 2016]