Uno dei miei sport preferiti è quello di curiosare tra vecchi libri e vecchie riviste.
E mentre ero impegnata in questa mia bizzarra forma di ‘allenamento’, mi è capitato tra le mani un volume datato 1962, uno di quei volumi ricchi di consigli per aspiranti mogli e madri modello: ricette, consigli di bellezza, chicche modaiole, esempi pratici per una casa sempre perfetta, tecniche infallibili per fare bella figura in ogni circostanza.

Qua e là  pillole di storia, poesia, letteratura e poi… rubriche, rubriche succulente nelle quali mi sono tuffata con la voracità di un cucciolo affamato.
Una di queste, la più’golosa di tutte, si intitola ” La donna nel mondo” e in questo numero i riflettori sono puntati su:

” LA DONNA SCANDINAVA”



L’immagine a corredo è molto eloquente e conferma il sospetto che si tratti di un bel concentrato di stereotipi e luoghi comuni.

Eccola infatti la nostra scandinava: bionda, luminosa, sorridente, colta nell’atto di passeggiare in un bosco di betulle sgargianti avvolta nel suo vestitino, sgargiante pure quello, leggero al punto da sfiorare appena rotondità che hanno palesemente rinunciato al reggiseno.

L’occhio mi cade sulla didascalia che recita: «Bella, libera, senza pregiudizi…».

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Qui c’è da divertirsi – penso- e mi torna in mente il famoso ‘mito della svedese’, esploso proprio negli anni ’60; erano i tempi de ‘La Dolce Vita’ di Fellini quando la svedese, giunonica Anita Ekberg, si bagnava incurante in Fontana di Trevi facendo galoppare la fantasia di milioni di italiani.

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Anita Ekberg e Marcello Mastroianni in una scena de La Dolce Vita di Federico Fellini – 1960 – Immagine: Pinterest

 

Lo stereotipo era bello che pronto: alta, bionda, disinvolta, ma soprattutto sessualmente libera.

Noto che l’articolo è diviso in più paragrafi e i titoli sono già tutto un programma, ve li riporterò fedelmente mettendo tra virgolette i passaggi originali.

 

1. NIENTE ABITO BIANCO

Scene da un matrimonio scandinavo: cerimonia decisamente sottotono rispetto ai baracconi in grande stile cui siamo abituati. La coppia si inginocchia davanti a un ministro del culto «magro, severo e vestito di nero», un becchino praticamente, e la sposa, ragazze mie, la sposa scandinava non indossa mica un abito candido, come ogni sposa che si rispetti dovrebbe fare! No, nient’affatto. Qui, in questa piccola chiesa sperduta nel bosco, la poveretta indossa un «chiassoso abito in tessuto stampato».
Ma che orrore!

2. SOGNI DI FANCIULLE

« La Scandinavia è una terra strana », e vediamo perché.
«Per molti mesi essa è avvolta da nevi e ghiacci, ma a primavera tutto cambia», perché con l’arrivo dei primi tepori « la natura desta nelle ragazze il desiderio, di vivere, di amare, entusiaste del loro essere donne e del loro destino di donne». Già me le immagino uscire dalle loro tane dopo il lungo letargo invernale, non sapevo che le scandinave avessero ritmi biologici del tutto simili a quelli delle marmotte.

3. TROPPA LIBERTA’

Donne, casti angeli del focolare, sappiate che le donne scandinave non sono semplicemente libere, sono «troppo libere» e sapete perché??
Perché ormai «tutti i traguardi che la donna si è prefissa loro li hanno già raggiunti, arrivando anche ben oltre i limiti».
Vi interessa sapere quali sarebbero questi limiti? Ne resterete sconvolti, pensate che

« ci sono ben 3 o 4 donne che sono ministri del culto nella Chiesa Protestante»!!!

Eresia!
Ma … badate bene, le scandinave non sono mica felici, eh no, perché per loro

« l’uguaglianza tra i due sessi è così completa, è messa in pratica così bene da risolversi alla fine in un fallimento per le donne stesse.» La storia infatti ci racconta che «questi audaci e forti navigatori erano affiancati da donne bionde e forti come loro e che con loro divisero le lotte e le fatiche dei loro viaggi in mare verso l’ignoto».

Mica come qui da noi dove

« il Medioevo esaltava la donna fragile, simbolo delle arti e personificazione degli angeli» – certo tranne in quei casi in cui non veniva fatta bruciare viva sul rogo … ma questo passaggio l’ho aggiunto io….

No, in Scandinavia no:

« ella – la donna – induriva sempre più il suo carattere, dèmone più che angelo, dispotica più che sottomessa». «E ai giorni nostri (1962) la situazione non è cambiata perché la donna nordica è rimasta imprigionata con tutti  i suoi sogni e le sue speranze» .

Insomma delle povere infelici, delle sventurate senza speranza che non provano la gioia della remissività e della sottomissione, un vero dramma.

 

4. NON SOFFRE (Del resto che donna sei se non soffri? )

«La donna scandinava nasce e cresce tra le comodità, non le viene proibito nulla. Qui nulla è proibito e maschi e femmine crescono in questa indipendenza assoluta, senz’altro eccessiva».

Vergogna!

5. SCOPRE L’AMORE

Ah sì! Eravamo rimaste alle tenere marmotte in cerca d’amore, sì dunque

« qui spesso due giovani raggiungono una delle tante isolette dell’amore del Baltico per vivere la loro passione».

Insomma, se non vi fosse ancora ben chiaro, gli scandinavi d’estate, terminato il letargo, hanno l’abitudine di migrare sulle loro verdi isolette in mezzo al Baltico, per accoppiarsi in totale libertà,

« poco importa se la loro passione non sarà eterna». «C’è lo Stato infatti che la proteggerà in caso di maternità senza matrimonio. Sembra assurdo, ma è proprio questo che condanna la donna nordica irrimediabilmente alla parità con l’uomo».
Pensate che sfiga! Qui si consuma l’umana tragedia dove « le donne discutono con gli uomini di ogni problema». Cose da pazzi!!!

E per finire, dulcis in fundo,  si chiude con:

6. UNA TREMENDA CONDANNA

Questo ve lo riporto per intero. Ci saranno passaggi che vi troveranno incredule e in bilico tra il riso e il pianto, coraggio, è tutto assolutamente vero!!

«Tutto per il corpo e niente per lo spirito, potrebbe essere questo il motto di questa legione di donne condannate a vivere in modo troppo civile, nel quale trovano lavoro e benessere senza alcuna fatica, ma dove tutto cospira per annullare la loro natura. L’impiego non presenta alcuna difficoltà, tutte le carriere sono aperte, persino quella di capitano marittimo o di sagrestano. La vita familiare è priva di qualsiasi proibizione. I viaggi vi attirano? Si parte in due, uomo e donna, e ci si gode la vacanza. Senza pregiudizi di nessuna sorta. Le donne scandinave crescono e invecchiano sempre pari agli uomini. Non chiediamoci neppure se sono felici: l’alto numero di suicidi femminili indica che non lo sono; peggio ci dice che per esse non si tratta di infelicità, ma di disperazione.
Saprà essere una buona moglie e una madre affettuosa, ma ogni suo slancio di affetto verrà frenato dalla realtà che la circonda, una realtà che prevede una donna padrona dei suoi istinti, tutelata nei suoi diritti, ma che vieta ogni forma di romanticismo. E questa, anche se la donna non se ne rende conto, è un tremenda condanna.»

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Avete strabuzzato gli occhi?  Bene, questo è quello che molte delle nostre mamme , zie e nonne leggevano negli anni ’60.

C’è da riconoscere che le donne italiane, su un treno che viaggia con almeno trent’anni di ritardo, ne hanno fatta davvero tanta di strada, ma credo anche che buona parte di questi stereotipi siano giunti fino ad oggi ancora parzialmente intatti; non si spiegherebbe altrimenti perché ci siano ancora nutrite schiere di aitanti connazionali  che volano in Scandinavia e nei Paesi Baltici in preda all’esterofila convinzione di trovare donne particolarmente disponibili, oltre che bellissime, in attesa solo di essere tampinate e bersagliate dalle avances di esperti e navigati ‘latin lovers’. Degli autentici missionari del corteggiamento; povere scandinave, se non ci fossero loro a salvarle dal suicidio!

Lascio decidere a voi quanta parte di quello che avete letto meriti lo spirito lieve e divertito di una sana risata e quanto invece resti ancora degno di una riflessione più approfondita.

A presto! O… se preferite, Vi ses snart!