Le donne in ambito scientifico e tecnologico sono ancora ampiamente sottorappresentate, questo è un dato di fatto.

Discutere delle ragioni storiche e sociali che hanno portato a considerare la presenza femminile in alcuni ambienti e in alcuni contesti geografici, come l’eccezione alla regola, richiederebbe una trattazione lunga ed estesa sulla quale non voglio soffermarmi ora, ma a cui mi riprometto di dedicare più spazio prossimamente.

Partiamo dal presupposto che la scienza è un linguaggio universale e non possiamo permetterci che alcune categorie di persone, donne incluse, ne restino escluse per ragioni del tutto arbitrarie.

Se vogliamo che ci siano più ragazze che si appassionino alla scienza, la tecnologia, l’ingegneria e alla matematica, dobbiamo fornire loro dei modelli femminili fin dalla tenera età.

Ed è quello che sta succedendo negli Stati Uniti grazie al recente lancio di Ready Jet Go!, la piattaforma web targata PBS Kids, brand americano della programmazione per l’nfanzia, che ha l’obiettivo di fornire ai bambini in età prescolare, concetti in forma di gioco, che creino le condizioni ideali per far germogliare in loro la voglia di coltivare questo interesse anche da grandi.

Per spiegare ai bambini in modo divertente e con esperimenti pratici i principi fondamentali dell’astrofisica è stata scelta Amy Mainzer.

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Amy Mainzer alle prese con una cometa ‘fatta in casa’ . Immagine tratta da Ready Jet Go!

Preparatissima, giovane, simpatica, aria sbarazzina, Amy era il  modello di ruolo ideale per le bambine, spiega Lesli Rotenberg, General Manager di PBS, e continua:

«If you can see it you can be it. It’s about breaking down stereotypes»
[Se lo vedi vuol dire che puoi diventarlo. Si tratta di infrangere gli stereotipi]

questo è il messaggio che vogliamo dare.

Astrofisico presso  il Jet Propulsion Laboratory (JPL) del California Institute of Technology, l’ente che studia lo sviluppo e la costruzione di sonde spaziali senza equipaggio per la NASA, Amy Mainzer studia gli asteroidi, le nane brune, le atmosfere planetarie, i dischi di detriti, le stelle, e partecipa alla progettazione di nuove strumentazioni a raggi infrarossi.

C’è persino un asteroide che porta il suo nome l’ asteroide 234750 Amymainzer.

Amy Mainzer in questa breve intervista, che ho tradotto dall’inglese, ci parla personalmente della sua esperienza e del ruolo fondamentale che un modello di rifermento femminile come la madre ha avuto nella sua vita.

Io me ne sono innamorata subito, credo che dopo averla letta ve ne innamorerete anche voi.

Amy_primoPiano«La prima volta che ho pensato di diventare un’astronomo avevo 6 anni.
Credo che la persona che ha avuto il ruolo più importante in quella che poi sarebbe diventata la  mia carriera sia stata mia madre.

Mamma non è uno scienziato, è un’artista professionista, ma è sempre stata affascinata dalle cose, ama la natura, ama osservare piante e animali e ricordo che quando un giorno le dissi: Hey ho deciso! Voglio fare l’astronomo! Sapete cosa mi rispose? Grandioso! Va e divertiti!

Lei mi ha trasmesso il senso di libertà e la fiducia di poter diventare quella che desideravo diventare. Era entusiasta nel vedermi imparare, e mi è stata di grande aiuto e sostegno nei momenti di maggiore difficoltà sia a scuola che ai tempi del mio primo lavoro.

La presenza di un figura come la sua credo sia stata determinante, quello che ha fatto davvero la differenza nella mia vita.

Ricordo quando lessi del JPL (Jet Propulsion Laboratory ), pensai: Wow, qui fanno proprio quel genere di cose che mi piacerebbe fare! Ma io ero nata e cresciuta in Ohio che per me era più o meno come vivere dall’altra parte del pianeta. Ma nonostante questo, sapevo in cuor mio che quello era il posto dove volevo andare.

Ed è successo!

 Qui ogni giorno è diverso dal successivo, ogni giorno è una nuova scoperta. Per me è molto  divertente. I primi tempi ero intimidita e disorientata, il pensiero che oggi io sia ancora qui…. beh mi sembra incredibile!

Quello che vorrei dire ai giovani e alle ragazze in particolare è: Non smettete mai di essere curiosi, di porvi delle domande. Non abbiate paura di chiedere.
Quelle che in apparenza possono sembrarvi domande sciocche.. che so io… per esempio… Perché il cielo è blu?…voglio dire… quello che può sembrarvi stupido o banale può portare a risposte interessanti e a scoperte sorprendenti.

E’ questo il senso profondo della scienza; capire la natura e i suoi fenomeni, liberandosi semplicemente dal timore di chiedersi ‘perché’.»

Liberarsi dalla paura; il messaggio ha già di per sé una grande portata, specialmente in relazione ai tempi che stiamo vivendo, ma diventa addirittura dirompente se applicato alle bambine, al modo di immaginare il loro futuro.

Esprimo un desiderio: che un progetto come Ready Jet Go arrivi al più presto anche in Italia, e….. se vedete una stella cadente, esprimete con me lo stesso desiderio!