Tutti nasciamo con un dono, pochi hanno la fortuna di scoprirlo. Pochissimi hanno l’opportunità di metterlo al servizio degli altri.

Le cose più sorprendenti si scoprono quasi sempre per caso, altrimenti, del resto, non ne rimarremmo così sorpresi, non vi pare?
Ed è per caso che, scorrendo distrattamente tra le immagini di Instagram, in un giorno normale di una vita normale, mi sono imbattuta in una fragola.
Non era una fragola qualsiasi, era una fragola che non era più una fragola, o meglio era una fragola che non sarebbe mai stata più solo una fragola.
Scoprivo, con lo stesso divertito stupore di un bambino che osserva per la prima volta un gioco di prestigio, che una fragola, rossa, lucida e rotonda era lì per raccontarmi che:

‘C’era una volta una bambina tanto carina tutti se ne innamoravano, specialmente la nonna che una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché lei non voleva mettere che quello, tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso[…]’

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Una banale, piccola fragola era riuscita a rapirmi conducendomi dritta nel mondo delle favole.

Come Alice nel Paese delle Meraviglie, non ho resistito alla tentazione di curiosare ancora un po’, alla ricerca di un nuovo gioco di prestigio, ancora uno. Fui accontentata.
Ero nel mondo di Clart.
Ero nel mondo dove tutto è molto di più di quello che sembra, dove gli oggetti, i più comuni, prendono vita animando un mondo di personaggi divertenti, vivaci, un po’ discoli, qualche volta stralunati, ma generosi e pronti in ogni momento a spalancarci le porte della fantasia.

 

Solo apparentemente immobili, sempre sul punto di emergere agili e felici dalle loro superfici piane, guardarci dritto negli occhi e ricordarci che siamo nati per creare e per immaginare!
Ma, chi è Clart? -mi chiedevo.
E’ stato facile scoprirlo, perché si tratta di uno di quei casi in cui il talento si sposa felicemente con la semplicità.
Si chiama Clarissa, in arte Clart e non ha mai abbandonato i suoi sogni.
Ve la presento.

Il tuo nome è Clarissa , ma nelle tue opere ti firmi Clart. E’ solo uno pseudonimo o c’è qualcosa di più? Parlarci di ‘voi due’. Chi è Clarissa? Chi è Clart?

No, non c’è niente di misterioso. Clarissa è sinonimo di mamma e Clart è l’artista, ovviamante entrambi conditi con amore puro, passione e allegria.

Mi rendo conto che l’ispirazione porta con sé qualcosa di arcano e di inspiegabile, ma te la sentiresti di provare a spiegarci come nascono le tue idee? E’ una specie di ‘folgorazione’? Giri sempre armata di blocchetto e matita? Illuminaci.

Niente blocchetto e matita, osservo un oggetto, e se mi spunta un sorriso sul volto vuol dire che l’idea è arrivata, adesso poi anche figli e amici arrivano con oggetti chiedendomi: cosa ci puoi disegnare? Che tenerezza!

Nelle mie creazioni c’è anche un pizzico di ironia, i miei ‘seguaci’ la colgono e sorridono, e questo fa parte della mia personalità, mi viene spontaneo trasmetterla come mi viene spontaneo il riferimento.

Hai frequentato scuole particolari?

Ho fatto molte scuole, ma abito in un piccolo paese sul Lago Maggiore e il liceo artistico era troppo lontano.. così rinunciai. A  17 anni mi sono diplomata in un istituto professionale come disegnatrice di moda, ma poi la vita mi ha portato altrove, però non ho mai abbandonato i miei sogni e la mia creatività. Per cui posso dire che tutt’oggi sono un autodidatta!

Ricordi la prima volta in cui hai realizzato una composizione? Ti va di raccontarcelo?

Certo, precisamente 147 settimane fa, esattamente le settimane conteggiate da Instagram, non farmi fare il calcolo, da vera artista in matematica sono una schiappa. Postai un paio di basi di cupcake in gesso e ci disegnai sopra della panna e una bambolina che spuntava da dietro..molto banale, ma da lì non mi sono più fermata.

 

Vivi in una cornice bellissima come il Lago Maggiore. Pensi che questo contribuisca in modo determinante alla tua creatività?

Il luogo in cui vivo mi dà carica positiva, in ogni stagione ed ogni giorno c’è un panorama diverso, non lo dò mai per scontato e ne colgo sempre la bellezza, la tranquillità e l’energia che emana. Lo apprezzo sempre, anche questo fa parte del mio carattere, apprezzare le cose semplici e nella loro semplicità scoprire qualcosa di meraviglioso.

 

Riesci a trasformare oggetti spesso insignificanti e di uso quotidiano in molto ‘altro’. Nasce forse dall’esigenza di spingerti oltre la banalità delle cose? Svelarne il lato poetico?

Amo cogliere la bellezza delle cose, passano sotto gli occhi di tutti, ma perché limitarci? Perché limitarmi? Per me tutto è una sfida, e forse è questo a far scoccare la scintilla che genera ogni mia creazione. Il lato poetico? L’arte è poesia in tutte le sue forme, dalla musica alla scultura, e perché no, anche nei miei disegnini poco seri.

 

Cos’è per te il gioco?
Il gioco? Bella domanda, potrei dirti che alla mia età il gioco incomincia a diventare fatica, prova tu a farti rincorrere da una ventina di bambini carichi di zuccheri!!

Infatti so che hai a che fare con i bambini per l’organizzazione di eventi. Parlaci delle Truccallegre.

Le Truccallegre sono innanzitutto 3 amiche che amano divertirsi insieme. Ci occupiamo di animare le feste e la nostra specialità è il trucco per bambini e, perché no, anche adulti, non c’è limite di età al divertimento! Organizziamo giochi, cacce al tesoro, laboratori di riciclo creativo. Insomma quel che serve per far divertire e divertirci!!

È nato un po’ come passatempo ed è una cosa che ci piace fare, ci obbliga a stare insieme ci carichiamo a vicenda, ed ogni anno cerchiamo di frequentare un corso per migliorarci e che ci tenga aggiornate sulle novità. Un piccolo spazio esclusivo ritagliato nella vita di tutti i giorni.

E adesso…esprimi un desiderio.

Domanda difficile….dunque…desiderio….non saprei, banalmente ti direi: veder crescere sereni i miei figli e poter fare della mia passione un lavoro, ma questo chi non lo vorrebbe? Forse poter aver sempre la fortuna di far sorridere qualcuno è il mio desiderio più grande, per cui ciò implica tutto il resto.

 

Delicate, sorprendenti, raffinate, credo che le immagini di Clart siano speciali per tanti motivi:

perché trovano sempre il modo di strapparci un sorriso
perché ci dimostrano che c’è sempre un’alternativa alla banalità.

 

 Nessun grande artista vede mai le cose come realmente sono.
Se lo facesse, cesserebbe di essere un artista. (Oscar Wilde)

 

Grazie Clarissa.

LetsDoIt

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