Stampate le vostre foto più importanti, stampatele su carta di qualità e abbiatene cura, perché quando magicamente rispunteranno dal fondo di un cassetto, avranno sempre il potere di regalare un’emozione.

E’ vero, non abbiamo mai tempo, siamo sedotti dalle prestazioni crescenti dei nostri tablet e cellulari, memorie virtuali in grado di memorizzare centinaia di immagini reperibili in qualsiasi momento, ma , appunto, si tratta di memoria ‘virtuale’.

Credo invece che una fotografia stampata abbia un potere che nessun supporto digitale sarà mai in grado di surrogare.

Le fotografie rappresentano ‘la seconda occasione’, quella che la vita non ci concede mai, l’occasione di riassaporare le gioie di un passato che non torna.

Una foto stampata possiamo annusarla, si lascia accarezzare, possiamo appoggiarla sul cuore e sentire di nuovo vicino qualcuno che non è più con noi.

Sorridere di quello che si è stati, rievocare eventi piacevoli, che credevamo definitivamente sepolti nella nostra memoria, ritrovare le nostre radici nei lineamenti di un nostro antenato, ha un effetto benefico sull’umore, può diventare un efficace antistress. La conferma ci viene anche dalla scienza e in particolare  da uno studio pubblicato sulla rivista Nature e successivamente anche in italiano su Le Scienze.

Non provate anche voi un senso di eccitazione particolare quando vi accingete ad aprire un vecchio album di fotografie?

Anche se lo avete già sfogliato centinaia di volte in passato, è sempre come la prima volta, permane quella sensazione di scoperta e di riscoperta. E’ il potere misterioso, magico ed eterno dei ricordi.

Nell’era del digitale, sedotti dalla rapidità e dalla facilità di reperimento delle informazioni, corriamo il rischio di consegnare all’oblìo le nostre vite o, peggio ancora, un’ epoca intera

In questo sono totalmente d’accordo con Vinton Cerf, uno dei padri di internet e,al momento in cui scrivo, vice presidente di Google, quando afferma:

“Non vogliamo che le nostre vite digitali scompaiano. Se vogliamo preservarle dobbiamo assicurarci che gli oggetti digitali che creiamo oggi siano ancora accessibili nel futuro”.

Se non siete ancora del tutto convinte/i, vi invito a leggere questo articolo.

Allora non perdiamo tempo, cerchiamo le immagini più belle, le più divertenti, ridicole e significative trasferiamole sul loro ultimo mezzo di trasporto digitale (chiavetta usb, cd) e corriamo dal più vicino laboratorio di sviluppo e stampa.

Lunga vita ai ricordi!