“In un ritratto quello che conta sono gli occhi; se quelli riescono come voglio,
con l’espressione giusta, il resto viene da sé”– Corcos –

Vittorio Matteo Corcos, (Livorno, 4 ottobre 1859 – Firenze, 8 novembre 1933), il pittore delle belle donne, è noto soprattutto per i ritratti “zuccherosi”, in cui ritrae con quasi maniacale precisione abiti e tessuti, ricami preziosi, superfici lucide che fanno da contraltare alla pelle candida delle sue eleganti signore.

Grande e ricercato ritrattista della mondanità “con un erotismo mai conclamato, ma per questo tanto più intrigante“, come sottolinea Vincenzo Farinella, posarono per lui la divina cantante Lina Cavalieri, “massima testimonianza di Venere in terra” (D’Annunzio) e poi contesse, principesse e imperatrici.

Tra queste ‘Maria José che fissa gli spettatori con occhi azzurrissimi e labbra sensualmente laccate. Sulla fronte un diadema, sulle spalle una nuvola di tulle leggero.’

Vittorio-Corcos-La-Vestale-copiaDonne bellissime sulla strada che conduce ad una bellezza suprema e immortale.

 

Nella sua pittura “attenta, levigata, meticolosa, ottimistica” – come la definì Ugo Ojetti– in cui donne e uomini appaiono “come desiderano d’essere, non come sono” vengono custoditi i valori e i desideri dell’alta società italiana,  a cavallo tra ‘800 e ‘900.

 

Figure femminili eteree, sognanti, raffinate, brillano nei loro occhi bagliori intrisi di passioni, segreti, fantasie, emancipazione, sensuale erotismo che il perbenismo di allora imponeva di nascondere ma di cui i carteggi e i diari di fine Ottocento hanno svelato l’irruente intensità.

 

 

In Corcos ho trovato la vita delle donne, donne affascinanti come poteva essere il fascino dell’epoca, donne dallo sguardo languido, sempre imbellettate eppure forti, indipendenti, modernissime, colte.

3

In Sogni, del 1886, seduta su una panchina abbiamo il ritratto di una ragazza moderna, Elena Vecchi, insieme a tre libri, un cappello di paglia e un’ombrellino parasole. La posa inconsueta; gli occhi semichiusi, inquieti, fissano disinvolti lo spettatore, quasi lo superano perdendosi in pensieri forse indicibili.

Una figura di “seducente perversità” dissero i critici che videro, tra il rossore delle gote e le ciocche di capelli in fuga dall’acconciatura, la cattura dell’attimo in cui Elena si abbandonava a “ciò di cui non dovrebbero sognare le ragazze” – secondo le parole della contessa Puliga.

holliwood

( A sinistra dettaglio de : Il gatto bianco di V.M. Corcos , a sinistra la grande Elisabeth Taylor)

Immagini modernissime quelle di Corcos che anticipano, nell’ambientazione, nella posa, e negli sguardi, le icone dello star system hollywoodiano.

 

Enjoy!