Non immaginavo che a Celano e Alba Fucens avrei trascorso ore e provato emozioni così importanti.

L’idea era quella di una gita senza troppe pretese , ma tutto si è rivelato essere ben al di là delle aspettative.

Alba Fucens

Anfiteatro di Alba Fucens

Alba Fucens è uno splendido sito archeologico italico a nord di Avezzano, che per la gran parte resta ancora sepolto a causa della mancanza di fondi, di  risorse e forse anche a causa dell’endemica trascuratezza di una classe politica più incline ad occuparsi d’altro. A prescindere da ragioni, torti, colpevoli e innocenti sta di fatto che questa meraviglia, paragonabile per importanza solo alle ben più note Pompei e Ostia Antica ( non sto esagerando, basta visitarla per rendersene conto), sembra condannata a rimanere sconosciuta ai più.

La seconda importante tappa è stata al Castello di Celano.

Il Castello Piccolomini nel cuore del centro storico di Celano, impossibile non notarlo se si percorre la A25 che collega Roma a Pescara. E’ un autentico gioiello, magnificamente ristrutturato sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia di Antichità del Fucino. Qui sono esposti affreschi e opere d’arte sacra, molte delle quali sottratte alla furia dei terremoti che più volte hanno devastato la Marsica nel corso dei secoli, e per quanto riguarda la Collezione Torlonia troviamo le opere vennero alla luce nell’area del Fucino durante il prosciugamento del lago.

Ma non starò a fare un elenco pedante di quello che è possible scoprire visitando questi luoghi, in questo ci sono fior di  pagine online in grado di farlo meglio di me, quello che voglio fissare nella mia memoria, invece, sono l’orgoglio e la passione che ho letto negli sguardi delle guide che per pochi euro ci hanno accompagnato in questo percorso.
Il loro lessico affascinante, mai inesatto, inframmezzato da racconti ed aneddoti divertenti che hanno accresciuto il piacere di esserci.
Ma l’emozione più forte è arrivata dallo sguardo del custode del castello mentre ci invitava a lasciare la nostra testimonianza sul libro dei visitatori: “E’ una piccola cosa per voi, una cosa di pochi minuti –  ma per noi è molto importante. E’ la prova che meritiamo di esistere e di continuare a sopravvivere, perché l’Italia è nostra, non dimentichiamocelo“.

Aveva ragione, l’ Italia è nostra e dovremmo prendercene cura come facciamo con le cose e le persone cui teniamo di più.

Se davvero percepissimo questo Paese come qualcosa di veramente nostro, qualcosa che ci è caro, la trascureremmo così come stiamo facendo?

Se considerassimo questa nostra penisola come la madre che ci ha messo al mondo e ci ha nutrito con i frutti di un territorio e di un clima unici al mondo, saremmo così distratti e rassegnati alla sporcizia, all’abbandono, al vandalismo che la offendono? Staremmo con le mani in mano se vedessimo nostra madre giacere abbandonata tra cumuli di rifiuti? La lasceremmo morire di stenti?

L’Italia è nostra, è il posto in cui viviamo, in cui vorremo che i nostri figli e figli dei loro figli vivessero orgogliosi e fieri, ma dipende solo da noi.

L’Italia è nostra.